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Correzione dell’iperpigmentazione della pelle

Le preparazioni a base di acidi ialuronico e succinico e le opportunità da cogliere.

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Le particolarità della pigmentazione della pelle

La pigmentazione della pelle è un processo biochimico complesso, messo in atto da alcune cellule specifiche situate nello strato basale dell’epidermide, i melanociti. Il pigmento della pelle, la melanina, viene sintetizzato dai melanociti che si riuniscono per costituire i melanosomi, i quali a loro volta si espandono sugli strati più superficiali dell’epidermide con l’aiuto delle spine dendritiche dei melanociti [1].

La melanogenesi consiste nella sintesi biochimica della melanina negli amminoacidi L-fenilalanina e L-tirosina.

A questo processo contribuiscono diversi enzimi, tra i quali il più famoso è la tirosinasi, enzima che mette in atto tale processo per mezzo della trasformazione della L-tirosina e della L-dopa. Il livello di pigmentazione della pelle dipende principalmente dall’attività dei melanociti della pelle e dalla loro quantità. In alcuni casi si crea una pigmentazione patologica della pelle, la cosiddetta ipermelanosi, e la conseguente fuoriuscita di macchie scure sulla pelle.

Il colore della pelle dipende da molti fattori, tra cui le condizioni dei capillari e le particolarità dell’epidermide e del derma, ma il fattore scatenante è senza dubbio la presenza di pigmenti nella pelle.

Fotodanneggiamento

La melanogenesi è una reazione difensiva della pelle contro l’effetto nocivo dei raggi ultravioletti (fotodanneggiamento). La pelle, soggetta a tali radiazioni, aumenta lo spessore dello strato superficiale e la produzione di melanina, poiché è proprio la melanogenesi a svolgere la funzione di difesa della pelle dagli ultravioletti, mentre la sua sintesi viene attivata dalla reazione alle radiazioni stesse [2].

Con il fotodanneggiamento si libera l’ormone MSH (ormone melanotropo), il quale, agendo sui melanociti, attiva la sintesi della melanina e favorisce la sua trasmissione verso gli strati superficiali dell’epidermide. L’ormone MSH è un ormone che agisce sui recettori (livello periferico dell’azione) della melanocortina, la cui stimolazione favorisce un’ulteriore sintesi di melanina.

Tirosinasi

La tirosinasi è un enzima contenente rame, il quale catalizza la produzione di melanina dalla tirosina tramite ossidazione. In generale, essa provoca l’ossidazione dei componenti fenolici della tirosina e della dopamina tramite ossidazione. La tirosinasi è un enzima selettivo per via del proprio substrato e utilizza solo la L-tirosina o la L-dopa. L’enzima si sintetizza nei melanosomi dei melanociti della pelle [9].

La correzione dell’iperpigmentazione

Un fattore importantissimo da tener presente: in presenza di forti radiazioni, i granuli della melanina possono migrare nel derma della pelle, e tale pigmentazione è abbastanza stabile, poiché, a differenza dell’epidermide, il derma non si rinnova in maniera regolare. Ciò comporta la formazione di un difetto estetico della pelle che può essere eliminato tramite rimozione di uno strato di derma che contiene melanosomi. Tuttavia, ciò può risultare dannoso e comportare una melanogenesi post-infiammatoria. Questo problema è legato alla maggior parte delle procedure che prevedono l’utilizzo di peeling e laser: dermabrasione e fototerapia, in particolare su pazienti il cui fototipo è più scuro [11].

Per eliminare l’iperpigmentazione, è possibile utilizzare la fagocitosi dei granuli melanotici da parte dei macrofagi. Attivare i macrofagi per la stimolazione del processo di fagocitosi è possibile grazie alla stimolazione dei recettori della tirosinchinasi, la CD44 [4]. Tali recettori vengono attivati  collegando i frammenti di acido ialuronico da 20 a 38 monomeri (da 8 000 a 20 000 dalton) [7].

Da ciò deriva anche l’acetilglucosamina, prodotto finale del metabolismo dell'acido ialuronico, la quale agisce come inibitore della tirosinasi, bloccando le sue funzioni e di conseguenza anche la biosintesi di nuova melanina [10, 11].

L’acido succinico

Diversi studi dimostrano che l’acido succinico ha delle proprietà in grado di arginare la pigmentazione tramite varie azioni biologiche.

L’acido succinico è un acido bibasico dalle proprietà chelanti in reazione ai metalli [6], molto simile al rame[8]. Questo metallo è presente nel centro attivo della tirosinasi e svolge un ruolo chiave nelle attività di questo enzima [3, 8]. La chelazione della tirosinasi tramite rame comporta la perdita delle funzioni di tale enzima [5].

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Foto 1. Risultato dopo sessioni di utilizzo della combinazione acido ialuronico/succinico

Anche l’acido succinico si ritrova nella categoria degli acidi deboli e possiede proprietà antiossidanti. Il succinato di sodio, se inserito nella pelle, libera acido succinico, il quale ha proprietà antiossidanti: blocca i radicali liberi e inibisce l’azione della tirosinasi [5].

Preparazioni a base di acido succinico e ialuronico

Le preparazioni dell’Institute Hyalual (Xela Rederm) a base di acido succinico e ialuronico sono un’ottima combinazione, il cui utilizzo avviene tramite iniezione, per la correzione delle trasformazioni della pelle dovuti all’età.

Nel momento della redazione del presente testo, non sussistono raccomandazioni concrete sull’utilizzo della combinazione degli acidi ialuronico e succinico per la correzione della sola iperpigmentazione della pelle; tuttavia il protocollo utilizzato a scopo anti-età ne ha dimostrato l'efficacia, in particolare contro l’iperpigmentazione della pelle. Queste le indicazioni: le preparazioni a base di acido ialuronico (concentrazione 1,1%, 1,8% o 2,2%) in combinazione con l’acido succinico (1,6%) vanno somministrate tramite iniezioni (tecnica papulare) una volta a settimana; sono necessarie in tutto dalle 3 alle 5 sessioni [13].

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Il risultato delle procedure che prevedono l'utilizzo di questa combinazione di acidi è stato estremamente interessante e ha dimostrato un’azione complessa anti-età, la quale ha mostrato non solo un effetto lifting, una profonda idratazione della pelle e l'eliminazione delle imperfezioni, ma anche il miglioramento del colore della pelle e la riduzione della pigmentazione (foto 1). Questa azione complessa sulla pelle rientra nella procedura di “redermalizzazione” [14].

La bibliografia è in possesso della redazione.